Apostille tra Turchia e Italia: chi la appone e su quale documento
Valilik, kaymakamlık o adalet komisyonu in Turchia, Prefettura o Procura in Italia: quale autorità appone l’apostille e in che ordine. Hacettepe Traduzioni.
In breve
- Turchia e Italia applicano la Convenzione dell’Aia: l’apostille sostituisce la legalizzazione consolare.
- In Turchia: valilik o kaymakamlık per atti amministrativi e notarili, adalet komisyonu per le sentenze.
- In Italia: Prefettura per gli atti amministrativi, Procura della Repubblica per atti giudiziari e notarili.
- L’apostille va sull’originale o su una copia autenticata, mai su una fotocopia semplice.
- Identificare il tipo di atto
- Trovare l’autorità competente
- Apostille sull’originale
- Traduzione con l’apostille
- Deposito in Italia
L’apostille è un timbro o un foglio allegato che conferma l’autenticità della firma su un documento pubblico. Per un atto turco da presentare in Italia, o per un atto italiano destinato alla Turchia, è quasi sempre il primo passo. Questa pagina indica quale autorità la appone, su quale documento e in quale ordine rispetto alla traduzione.
Una sola convenzione per due Paesi
La Convenzione dell’Aia del 5 ottobre 1961 ha abolito la legalizzazione consolare tra gli Stati che vi aderiscono. L’Italia la applica dal 1978, la Turchia dal 1985. Un documento pubblico turco munito di apostille non deve quindi passare dal consolato italiano per essere legalizzato, e lo stesso vale nel senso opposto.
L’apostille certifica la firma, la qualità del firmatario e, se c’è, il timbro dell’ufficio. Non certifica il contenuto del documento e non sostituisce la traduzione. Un ufficio italiano che riceve un atto turco apostillato chiederà comunque una traduzione in italiano nella forma che ritiene valida.
Chi appone l’apostille in Turchia
In Turchia la competenza dipende dalla natura dell’atto. Per i documenti amministrativi e per ogni atto notarile, compresa l’autenticazione di una traduzione, l’apostille è apposta dalla valilik nel capoluogo di provincia o dalla kaymakamlık nei distretti. Per gli atti giudiziari, come una sentenza di divorzio, l’originale riceve l’apostille dalla presidenza della commissione giudiziaria (adalet komisyonu başkanlığı) del circondario del tribunale.
| Tipo di documento | Esempi | In Turchia | In Italia |
|---|---|---|---|
| Amministrativo | Certificati di stato civile, diplomi, casellario | Valilik o kaymakamlık | Prefettura |
| Notarile | Procure, copie autenticate, traduzioni autenticate | Valilik o kaymakamlık | Procura della Repubblica |
| Giudiziario | Sentenze, decreti, attestazioni di definitività | Adalet komisyonu başkanlığı | Procura della Repubblica |
| Traduzione asseverata | Verbale di giuramento | Non applicabile | Procura della Repubblica |
Per un certificato del casellario turco scaricato da e-Devlet, la prassi più diffusa è presentarlo alla valilik o alla kaymakamlık. Gli sportelli possono però variare nelle richieste: la pagina sul casellario giudiziale turco entra nel dettaglio.
Chi appone l’apostille in Italia
In Italia la ripartizione segue la stessa logica. La Prefettura (Ufficio territoriale del Governo) appone l’apostille sugli atti amministrativi: certificati anagrafici e di stato civile, documenti di scuole e università statali, atti di altri enti pubblici. La Procura della Repubblica presso il tribunale la appone sugli atti giudiziari, sugli atti notarili e sui verbali delle traduzioni asseverate. Se un documento italiano deve andare in Turchia, la pagina sulla traduzione italiano–turco descrive il percorso completo.
L’ordine: prima l’apostille, poi la traduzione
L’apostille va sull’originale, nel Paese che lo ha rilasciato. Solo dopo si traduce, perché la traduzione deve riportare anche il testo dell’apostille. Un ufficio italiano che riceve una traduzione priva del testo dell’apostille può considerarla incompleta.
Nel percorso turco c’è spesso una seconda apostille. Il documento originale riceve la sua, poi la traduzione autenticata dal notaio riceve un’altra apostille sulla firma del notaio. È questa seconda apostille che permette all’ufficio italiano di verificare la traduzione. La pagina sulla traduzione notarile in Turchia spiega il ruolo di ciascun passaggio.
Errori che bloccano la pratica
- Apostille su una fotocopia semplice: non porta una firma da certificare e viene rifiutata.
- Apostille chiesta all’autorità sbagliata, per esempio una sentenza portata alla valilik.
- Sentenza apostillata senza l’attestazione di definitività (kesinleşme şerhi).
- Traduzione eseguita prima dell’apostille, che quindi non ne riporta il testo.
Documenti e-Devlet, tempi e deleghe
Molti documenti turchi oggi si scaricano da e-Devlet: estratti di nascita, certificati di residenza, casellario. Il PDF porta un codice a barre e un codice di verifica con cui chiunque può controllarne l’autenticità sul portale. Questo non elimina l’apostille: per l’uso in Italia il documento stampato va comunque presentato allo sportello turco competente. Prima di andare, chieda se lo sportello vuole una stampa a colori o il documento appena scaricato.
In Turchia l’apostille su un documento amministrativo viene apposta spesso in giornata. In Italia i tempi variano molto: alcune Prefetture ricevono solo su appuntamento online, alcune Procure consegnano il documento il giorno dopo. Se a presentare il documento non è il titolare, chieda in anticipo se serve una delega scritta e una copia del documento d’identità del delegante.
L’apostille riguarda un solo documento. Se il fascicolo comprende tre atti, servono tre apostille, ciascuna sul proprio originale.
Se l’originale si trova in Turchia, un familiare può presentarlo allo sportello. Se è in Italia, può spedircelo: ci occupiamo dell’apostille sull’atto e sulla traduzione autenticata, poi Le rimandiamo tutto. Per le sentenze, la pagina sul divorzio e il suo riconoscimento descrive i passaggi davanti alla commissione giudiziaria. Per un parere sul Suo documento scriva dalla pagina dei contatti.
Domande frequenti
Un documento turco con apostille deve essere legalizzato anche dal consolato italiano?
No. Tra Paesi che applicano la Convenzione dell’Aia l’apostille sostituisce la legalizzazione consolare. Resta necessaria la traduzione in italiano nella forma richiesta dall’ufficio.
Chi appone l’apostille su una sentenza di divorzio turca?
La presidenza della commissione giudiziaria (adalet komisyonu başkanlığı) del circondario del tribunale, dopo l’annotazione della definitività sulla sentenza.
L’apostille scade?
No, l’apostille non ha scadenza. È l’ufficio italiano a stabilire quanto può essere vecchio il documento, per esempio sei mesi per un certificato.
Serve l’apostille sull’estratto plurilingue turco?
Di norma no. Gli estratti plurilingui previsti dalla Convenzione di Vienna del 1976 sono esenti da legalizzazione tra i Paesi aderenti, Italia e Turchia comprese.
Potete apporre voi l’apostille?
No, l’apostille è apposta solo dall’autorità pubblica. Possiamo però presentare allo sportello turco i documenti che ci affida e la traduzione autenticata dal notaio.