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Hacettepe Traduzioni è un’agenzia di traduzione privata, senza legami con uffici pubblici o consolati. Note legali

Traduzione italiano–turco di documenti per le autorità turche

Atto di nascita, sentenza, procura o diploma italiano per un consolato, un nüfus müdürlüğü o un tribunale turco: apostille, traduzione e notaio.

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In breve

  • Un documento italiano per la Turchia riceve prima l’apostille in Italia, poi la traduzione in turco.
  • In Italia l’apostille spetta alla Prefettura o alla Procura della Repubblica, secondo il documento.
  • L’estratto plurilingue di nascita o matrimonio spesso evita apostille e traduzione.
  • In Turchia la forma abituale è la traduzione del yeminli tercüman autenticata dal notaio.
Le fasi
Le fasi1Ottenere l’attoitaliano2Apostille inItalia3Traduzione inturco4Autenticazionenotarile5Deposito pressol’autorità
  1. Ottenere l’atto italiano
  2. Apostille in Italia
  3. Traduzione in turco
  4. Autenticazione notarile
  5. Deposito presso l’autorità

Deve registrare un matrimonio al consolato turco, far valere in Turchia un divorzio pronunciato in Italia o firmare una procura per vendere un immobile a Istanbul? Il documento italiano deve allora essere letto da un’autorità turca. Questa pagina descrive l’ordine degli adempimenti, dall’atto originale al deposito.

Le autorità turche coinvolte

La maggior parte di queste pratiche finisce in quattro tipi di uffici. Il consolato turco competente per la Sua residenza registra nascite, matrimoni e divorzi dei cittadini turchi che vivono in Italia. In Turchia la direzione dell’anagrafe (nüfus müdürlüğü) aggiorna il registro di famiglia. I tribunali turchi esaminano le domande di riconoscimento delle sentenze straniere. L’ufficio del catasto (tapu müdürlüğü), le banche e i notai turchi ricevono infine procure e dichiarazioni firmate in Italia.

Ognuno applica requisiti di forma propri. Il consolato pubblica di solito sul suo sito l’elenco dei documenti e il tipo di traduzione ammesso. Se la Sua pratica passa da lì, legga prima la pagina sul consolato di Turchia a Roma e Milano.

Primo passo: l’apostille italiana

Italia e Turchia aderiscono entrambe alla Convenzione dell’Aia del 1961. Un documento pubblico italiano non ha quindi bisogno di legalizzazione consolare: basta l’apostille. L’autorità competente cambia secondo la natura dell’atto. La Prefettura appone l’apostille sugli atti amministrativi, come i certificati anagrafici e di stato civile o i titoli rilasciati da scuole e università statali. La Procura della Repubblica presso il tribunale la appone sugli atti giudiziari, sugli atti notarili e sui verbali di asseverazione.

Documenti italiani frequenti, autorità che appone l’apostille e uso in Turchia
Documento italianoApostille in ItaliaUso tipico in Turchia
Estratto plurilingue di nascitaDi norma non serveRegistrazione del figlio al consolato
Certificato di matrimonioPrefetturaRegistrazione del matrimonio
Sentenza di divorzioProcura della RepubblicaRiconoscimento e annotazione nel registro
Procura notarileProcura della RepubblicaVendita di immobili, pratiche bancarie
Certificato del casellarioProcura della RepubblicaLavoro, permessi, gare
Diploma di laureaPrefetturaEquivalenza presso il YÖK

Prima di prenotare l’appuntamento in Prefettura o in Procura, controlli il sito dell’ufficio: alcune sedi ricevono solo su appuntamento, altre chiedono una marca da bollo o un modulo specifico. I dettagli sull’apostille sono riuniti nella pagina sull’apostille tra Turchia e Italia.

L’estratto plurilingue: quando basta

Italia e Turchia sono parti della Convenzione di Vienna del 1976 sugli estratti plurilingui degli atti di stato civile. Il comune italiano può rilasciare un estratto di nascita, matrimonio o morte su modello internazionale, con le voci stampate anche in turco. Questi estratti sono esenti da legalizzazione e, nella maggior parte dei casi, non richiedono traduzione. Chieda all’ufficio di stato civile del Suo comune l’«estratto per riassunto plurilingue» e verifichi con il consolato turco che sia sufficiente per la Sua pratica.

La traduzione in turco

Le autorità turche si aspettano di norma una traduzione fatta da un traduttore giurato presso un notaio turco (yeminli tercüman) e autenticata dallo stesso notaio. È la forma che prepariamo ad Ankara. Riceviamo la scansione del documento già apostillato, traduciamo l’intero contenuto, apostille compresa, e lo facciamo autenticare. Se l’originale cartaceo deve essere unito alla traduzione, ce lo spedisce e lo rimandiamo cucito alla traduzione autenticata.

Una traduzione asseverata in Italia verso il turco, con apostille della Procura sul verbale, viene accettata da alcuni uffici turchi ma non da tutti. Il consolato turco in Italia, invece, può avere regole proprie sulle traduzioni che riceve: verifichi sulla sua pagina prima di scegliere.

Dati da controllare prima della traduzione

Un registro turco accoglie i dati italiani solo se combaciano con quelli già presenti. Prima di ordinare la traduzione, confronti il documento italiano con il passaporto e con la carta d’identità turca della persona interessata. Le differenze più frequenti riguardano tre punti.

  • I nomi: un cognome turco può essere stato registrato in Italia senza le lettere Ş, Ğ o İ. La traduzione riporta la forma del documento italiano e, tra parentesi, quella del registro turco.
  • Il luogo di nascita: il comune italiano scrive il nome della città in italiano, il registro turco a volte in turco, per esempio «İstanbul» o «Antakya».
  • Il numero di identità turco (T.C. kimlik numarası): se l’atto italiano non lo riporta, l’autorità turca lo chiederà a parte. Lo indichi nella richiesta di preventivo.

Una discrepanza scoperta prima della traduzione si risolve con una nota. Scoperta allo sportello, può costare un nuovo appuntamento.

Casi particolari

  • Sentenza di divorzio: oltre alla sentenza, serve l’attestazione del passaggio in giudicato. La pagina sul riconoscimento del divorzio spiega i due percorsi possibili in Turchia.
  • Procura notarile: il notaio turco o il catasto possono chiedere formule precise, per esempio i dati catastali dell’immobile. Conviene far controllare la bozza prima della firma in Italia.
  • Diploma: per l’equivalenza in Turchia servono di solito anche il certificato degli esami e il piano di studi.

Se ha un documento italiano da presentare in Turchia, ci invii una scansione e il nome dell’autorità destinataria tramite la pagina dei contatti: Le indichiamo l’ordine degli adempimenti prima del preventivo.

Domande frequenti

Chi appone l’apostille su un certificato del comune?

La Prefettura competente per il territorio del comune che ha rilasciato il certificato. Controlli sul sito della Prefettura orari, appuntamenti ed eventuali marche da bollo.

L’estratto plurilingue va tradotto in turco?

Di norma no: il modello riporta le voci anche in turco ed è esente da legalizzazione tra i Paesi della Convenzione di Vienna. Verifichi comunque con l’autorità turca destinataria.

Posso far tradurre in Italia un documento destinato alla Turchia?

Sì, con asseverazione in tribunale e apostille della Procura sul verbale. Alcuni uffici turchi però chiedono una traduzione autenticata da un notaio turco: chieda prima all’ufficio.

Devo spedire l’originale in Turchia?

Non sempre. Per molte pratiche basta la scansione del documento apostillato. Se l’autorità turca vuole l’originale cucito alla traduzione, ce lo spedisce e lo rimandiamo insieme alla traduzione autenticata.