Casellario giudiziale turco: adli sicil kaydı per uffici italiani
Certificato penale turco (adli sicil kaydı) da e-Devlet: versione con archivio, età del documento, apostille e traduzione per cittadinanza e lavoro in Italia.
In breve
- Il certificato penale turco si chiama adli sicil kaydı e si scarica da e-Devlet.
- Esiste una versione semplice e una con le iscrizioni d’archivio: scelga quella richiesta.
- Per l’uso in Italia si apostilla in Turchia, di norma presso valilik o kaymakamlık.
- Molti uffici italiani lo vogliono recente, spesso con meno di sei mesi.
- Accesso a e-Devlet
- Scelta della versione
- Stampa e apostille
- Traduzione integrale
- Deposito nei tempi
La domanda di cittadinanza, un’assunzione o l’iscrizione a un albo professionale possono richiedere il certificato penale del Paese di origine. Per un cittadino turco è l’adli sicil kaydı. Questa pagina spiega come ottenerlo dall’Italia, quale versione scegliere e come prepararlo per un ufficio italiano.
Il documento turco
In Turchia il casellario è tenuto dalla Direzione generale del casellario giudiziale e delle statistiche del Ministero della Giustizia. Il certificato riporta l’identità della persona, il numero di identità turco, i nomi dei genitori e le condanne iscritte, oppure la formula che non risultano iscrizioni (adli sicil kaydı yoktur). Si scarica in pochi minuti da e-Devlet con le proprie credenziali. Chi vive in Italia e non ha accesso a e-Devlet può chiederlo al consolato turco o farlo richiedere da un familiare in Turchia con procura presso una procura della Repubblica turca.
Per accedere a e-Devlet dall’Italia servono una password e-Devlet, una firma elettronica o il collegamento con una banca turca. La password si può ottenere anche presso il consolato.
Quale versione scegliere
| Versione | Contenuto | Quando sceglierla |
|---|---|---|
| Adli sicil kaydı | Condanne iscritte e in vigore | Quando l’ufficio chiede un certificato penale semplice |
| Adli sicil ve arşiv kaydı | Condanne in vigore e iscrizioni archiviate | Quando l’ufficio chiede un certificato completo o non precisa |
L’archivio contiene iscrizioni che non compaiono più nel certificato semplice, per esempio condanne cancellate dopo un certo periodo. Se l’ufficio italiano non dice quale versione vuole, chieda per iscritto. In mancanza di risposta, la versione completa evita una seconda richiesta, ma prima di caricarla valuti con un avvocato come presentare eventuali iscrizioni.
Al momento della richiesta e-Devlet chiede anche a quale ente è destinato il documento. Indichi la destinazione all’estero o la voce più vicina alla Sua pratica: la dicitura compare sul certificato e la traduzione la riporta.
L’apostille
Per l’uso in Italia il certificato riceve l’apostille in Turchia. Nella prassi la stampa del documento e-Devlet si presenta alla valilik o alla kaymakamlık. Le richieste degli sportelli possono variare, per esempio sulla stampa a colori o sulla data di emissione: chieda conferma prima di andare. Le regole generali sono nella pagina sull’apostille tra Turchia e Italia.
Se vive in Italia, un familiare può occuparsi di tutto in Turchia. Basta inviargli il PDF scaricato: non serve spedire alcun originale dall’Italia.
Età del documento
Il certificato turco non porta una data di scadenza. È l’ufficio italiano a stabilire quanto può essere vecchio, spesso sei mesi dalla data di rilascio. Per la cittadinanza l’istruttoria è lunga e la prefettura può chiedere un certificato aggiornato prima della decisione. Il nuovo documento si scarica in pochi minuti, ma apostille e traduzione vanno rifatte. La pagina sulla cittadinanza italiana spiega come organizzare i documenti della domanda.
La traduzione
Il certificato è breve, di solito una pagina. La traduzione riporta le voci di identità, l’esito della ricerca, la data e l’ora di rilascio, l’ente di destinazione, il codice di verifica e il testo dell’apostille. Se compaiono iscrizioni, la traduzione le riporta per intero: tribunale, data, reato con l’articolo del codice penale turco, pena. Il traduttore non attenua e non commenta. Per i reati usiamo un equivalente funzionale italiano con il termine turco tra parentesi quando le fattispecie non coincidono.
Per la cittadinanza le istruzioni del Ministero chiedono di solito una traduzione certificata dal consolato italiano o asseverata in Italia. Il confronto tra le forme è nella pagina sulla traduzione giurata.
Se il certificato riporta un’iscrizione
Un’iscrizione nel casellario non chiude automaticamente una pratica italiana, ma va presentata in modo completo. Se dopo la condanna sono intervenuti altri provvedimenti, per esempio una sentenza d’appello che ha modificato la pena o una decisione che ha cancellato l’iscrizione, conviene allegarli. Sono atti giudiziari: in Turchia l’apostille la appone la presidenza della commissione giudiziaria (adalet komisyonu başkanlığı), poi si traducono per intero. La scelta di quali atti allegare e come spiegarli spetta a un avvocato, non al traduttore. Il nostro compito è rendere ogni atto in modo fedele e coerente con il certificato, usando gli stessi termini per lo stesso reato in tutti i documenti.
Nel senso opposto: il casellario italiano per la Turchia
Un datore di lavoro o un’autorità turca può chiederle il certificato del casellario giudiziale italiano. Si richiede all’ufficio del casellario presso una Procura della Repubblica, anche online in alcuni casi. Per l’uso in Turchia riceve l’apostille della stessa Procura, poi la traduzione in turco autenticata da un notaio turco, secondo il percorso descritto nella pagina sulla traduzione italiano–turco. Per tradurre il Suo certificato in una delle due direzioni, scriva dalla pagina dei contatti.
Domande frequenti
Posso ottenere il certificato penale turco dall’Italia?
Sì, da e-Devlet se ha le credenziali, oppure al consolato turco. Per l’apostille la stampa va però presentata in Turchia, anche da un familiare.
Quale versione devo scegliere?
Quella che chiede l’ufficio. Se non lo precisa, chieda per iscritto. La versione con archivio è più completa e di solito evita una seconda richiesta.
Il codice di verifica va tradotto?
Sì, va riportato così com’è. Permette all’ufficio di controllare il documento sul servizio di verifica di e-Devlet.
Se ho vissuto in un altro Paese, serve anche quel certificato?
Per la cittadinanza di solito sì, per i Paesi di precedente residenza indicati nelle istruzioni. Ogni certificato segue le regole del Paese che lo rilascia.